Dimmi con chi ce l'hai

7/4/10 - Il cacciatore desquamato

Cara Teresa Blu,
ti scrivo per parlarti di un problema quasi esistenziale che conosco da quando ero piccolo. Mi sento normalmente un ragazzo tranquillo, al lavoro e con gli amici, così gli altri mi vedono, e questo per me è importantissimo. Devo sempre apparire allegro, devo stare simpatico a tutti, poter dire di avere tanti amici.
Ma nascondo dei segreti. Mi sembri, dalle cose che hai scritto precedentemente, abbastanza animalista, e quindi per questo ti farò forse schifo, ma te lo dico lo stesso tanto non sai chi sono. Una cosa che non sa nessuno sa è che vado a caccia. Lo sanno solo i miei compagni di caccia, gente che non frequento in altri momenti diversi dalla caccia stessa. Davanti ai miei amici faccio il sensibile amante degli animali, ma non me ne frega niente in realtà. E ammazzarli mi fa piacere, specie perché mi fa sentire un uomo e l'ammirazione di quelli con cui vado a caccia.
E' solo un esempio, ma è per dire che non sono coerente e che c'è una parte di me nascosta. Quello che voglio dire è che tutti, dai miei genitori ai miei amici, mi vedono in un modo che è solo una parte di me.
Io soffro di dermatite desquamante, in certi periodo di più e in altri di meno. Quando vado a caccia di più. L'altro giorno ho letto per caso una cosa sulle origini psicologiche delle malattie e c'era scritto che le malattie della pelle sulla faccia indicano uno scontro fra realtà e apparenza, fra quello che uno si sente di essere e quello che vuole sembrare.
Ecco, ho trovato il coraggio di scriverti queste cose da un'email falsa e che firmerò con un nome falso.
Lupo
 
 

Il sistema nervoso autonomo, quello involontario, che in linea di massima non riusciamo a controllare, consta di due parti. Il sistema simpatico prepara il corpo ad affrontare le situazioni d'emergenza accelerando alcune funzioni fisiche e rilasciando adrenalina ed è responsabile di broncodilatazione, vasocostrizione, dilatazione della pupilla, tachicardia, costrizione degli sfinteri. Al sistema parasimpatico, atto a conservare e ripristinare l'energia del corpo, competono invece salivazione, broncocostrizione, vasodilatazione, peristalsi della muscolatura gastroenterica, lacrimali, contrazione della vescica.
 
Qualche tempo fa mia sorella Margherita era fidanzata con Stefano, un giovane dall'aria perfetta, uno come te: sensibile, attento, votato all'ottenere consensi. Solo che Stefano non aveva contezza della propria doppiezza, non si rendeva conto delle stonature che producevano le sue azioni. Il suo campo di sfogo, invece di essere la caccia, era il maltrattamento di Margherita. Un maltrattamento talmente pesante da risultare grottesco. Per questo mia sorella i primi tempi non riusciva prenderlo sul serio e non risultava ferita dai suoi insulti. Stefano teneva a casa sue delle belle feste, era impeccabile, preparava regalini per i figli degli invitati ed era gentile e socievole. Chiusa la porta di casa sull'ultimo ospite però, la musica cambiava e se Margherita aveva la sfortuna di trovarsi al di qua della soglia, era la fine. Recriminazioni per una frase sbagliata o una battuta di troppo detta a inizio serata era il pretesto per dar sfogo all'altro Stefano. Poi c'erano anche gli insulti dichiaratamente gratis, le diceva, ad esempio: "Non sarai una buona madre", o "Ti verrà la depressione post-parto e annegherai in nostri figli nel bidet", e altre cose che non scrivo perché risulterebbero inverosimili. Margherita, che usciva con Stefano da poco, ai figli non ci pensava neppure. E dopo tre inutili e lunghi mesi, lo ha liquidato. L'aspetto più stupefacente è che Stefano continua a non capire il perché.
 
Caro Lupo, ti scrivo questo per ricordarti che è essenziale riuscire a integrare e armonizzare tutti gli aspetti di sé, è importante poter trattenere l'evacuazione intestinale, come è importante che il colon abbia la sua peristalsi quando è il momento. La coerenza perfetta è difficile se non impossibile in un non asceta e in una persona che ha delle idee o delle posizioni, ma fare il sensibile, quando in realtà non te ne frega niente, mi sembra l'anticamera perfetta per una follia da serial killer. Il fatto che te ne sia reso conto è già un possibile risultato. Prima o poi qualcuno inciamperà però sull'altra tua faccia e, come Margherita, farà crollare la tua impalcatura di carte francesi. Sulla caccia non ti giudico, ti giudichi tu stesso quando dici che ti piace sentirti "uomo" ammirato dagli altri uomini. Io sono contraria, ma non la ritengo ad esempio più abominevole degli allevamenti intensivi, veri e propri lager che passano sotto silenzio. Ti metto però in guardia dalla cecità di alcuni politici che potrebbe indirettamente danneggiare la tua pelle. Se prima ti desquamavi solo con la stagione della caccia, adesso rischi di stare tutto l'anno con le croste in faccia, visto che da un po' gli attentati alle norme che limitano l'attività venatoria tentano certa classe politica.

Nella foto: Design mirror; tratta da: archiexpo.com


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