Dimmi con chi ce l'hai

22/9/09 - Adattamento vs rotondità

Cara Teresa,
io sono un'anima libera e faccio un lavoro che non si addice alla mia essenza. Io suono con un gruppo e invece purtroppo mi ritrovo a lavorare in un merdosissimo ufficio stampa che segue e promuove eventi nelle principali città italiane che quasi mai hanno a che fare col mondo dello spettacolo. Devo scrivere comunicati, inseguire giornalisti, rispondere alle loro domande spesso stupide. Inoltre mi hanno messo a lavorare con una a cui frega meno di me di questo lavoro, almeno così dice lei. Ma poi risponde subito alle domande, è precisa nelle telefonate e riesce a fare tutto in tempo. Ma quanto è ipocrita? Ma come fa a fingersi quello che non è?
Luca

 
 
Che il genere sia una costruzione sociale è assunto affermato fin da Simone de Beauvoir e più di recente contestato da alcune teorie della differenza, che ogni tanto amano soffermarsi sull'ovvio (maschi e femmine sono diversi) e ogni tanto sconfinano pericolosamente in una specie di determinismo sessuale (quasi mai, per fortuna ai livelli di un noto corsivista italiano che ogni lunedì ci allieta con "Gli uomini tradiscono per natura, le donne per vendetta" e cose simili). Che donna si diventi o si nasca, in alcune specie animali è proprio il sesso, non solo il genere, a mutare a seconda delle esigenze o della maturità individuale. Nello specifico, alcuni serpenti maschi completano il loro sviluppo diventando femmina. C'è poi l'interessante fenomeno delle lucertole che, in alcune circostanza particolari, si riproducono per partenogenesi. Una femmina si unisce a un'altra femmina stimolando il processo di gestazione attraverso una pratica omosessuale. Il fenomeno è stato osservato nelle Agamidae, le Chamaeleontidae, le Gekkonidae.
 
L'altro giorno sono andata a parco Sempione con Mandalà a prendere un po' di sole sdraiata sull'erba sorseggiando mate. Lui ha estratto il libro sull'India che sta leggendo in vista del viaggio con sua moglie (lasceranno i bambini ai suoceri), quando io mi sono accorta di avere scordato il mio. Quindi, frugando nello zaino che non usavo dai tempi del mio viaggio in America, ho trovato una vecchia copia del New York Times. Mi sono così soffermata su un articolo interessantissimo: parlava della secolare tradizione delle donne che diventano uomini in alcuni villaggi rurali nel nord dell'Albania. Una soluzione pratica alla carenza di uomini, che attribuisce a queste persone il ruolo di patriarchi della loro comunità, con tutti i privilegi e le responsabilità che ne derivano. Queste donne designate in giovanissima età fanno un voto di celibato.
 
Luca, non capisco perché te la prenda tanto con la tua collega che magari svolge con efficienza e puntualità anche il tuo lavoro. Dovresti invece prenderla ad esempio, portare la tua mente ad accettare nuove realtà, che vadano al di là delle ristrette pareti dell'idea che hai di te stesso artista-musicista-showman. E cosa suoni? Come si chiama il gruppo? Anche gli altri membri lavorano per vivere? La mia impressione è che debba sviluppare una capacità di adattamento che ti manca. Ma se proprio non dovessi farcela, lascia perdere, dopotutto sulle tue spalle non grava la perpetuazione della specie, come per le lucertole o i serpenti, o la sopravvivenza della tua comunità. Come recita un abusato detto siciliano, rilanciato alla fine degli anni ottanta dal film "Mery per sempre", cu nasci tunnu 'un po' moriri quatratu. Il detto secondo me è veridico fino a un certo punto, ma bisogna capire quanto tondo sei.

Nella foto: Parco Sempione; tratta da: tripwolf.com


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