Dimmi con chi ce l'hai

22/4/09 - La prossemica della fregatura

Carissima Teresa Blu,

sono una stagista senza nessuna responsabilità e, aspettando che qualcuno dei miei capi mi dia qualcosa da fare, passo le mie giornate lavorative facendo social networking su facebook. All'inizio avevo qualche speranza di trovare dei contatti ed occasioni di lavoro, ma presto mi sono resa conto della natura puramente ludica e voyeristica di questo modo di passare il tempo. Tant'è che le mie frustrazioni lavorative sono passate in secondo piano. E infatti non è di stage che ti scrivo. Vado al dunque: qualche giorno fa il ragazzo che frequento da qualche mese, e con il quale avevo solo pochi giorni prima iniziato a cercare di definire la nostra relazione e le nostre - diverse - aspettative, ha sentito il bisogno di inserire l'informazione sul suo relationship status, e con mia sorpresa si e' definito "single". Una necessità di leggerezza? Paura di sentirsi legati?
Comunque, leggerezza o no, il risultato è che io mi sento delusa e distante, e non mi fido più, probabilmente a ragione, di lui. In un certo senso però sono grata a facebook perché saperlo single - per me e per tutti/e - è un memento del suo stato mentale mi aiuta a mantenere una certa distanza di sicurezza.
Secondo te cosa dovrei fare? .

Valentina P.



Il testo dell'antropologo americano Edward T. Hall, La dimensione nascosta del 1966, è considerato un classico della semiologia dello spazio e il fondamento della Prossemica, la disciplina che studia la gestione dello spazio fisico e psicologico. In una nota della traduzione italiana, si sottolinea come la distanza percepita dipenda spesso dall'unità di misura adottata. Quattro piedi insomma non è vissuto come 1,20 metri, il corrispettivo preciso nel sistema metrico decimale. "Cioè, 4 piedi ha un sapore di 'cifra tonda', indica dunque una distanza valutata 'a occhio', approssimativamente, mentre 'm 1,20' dà l'impressione di una distanza misurata esattamente, 'col metro'", scrive il traduttore Massimo Bonfantini.

Con l'avvento dell'euro, le spese degli italiani sono sballate del tutto. Se prima spendevi 5000 lire per un pezzo di pizza al taglio sotto casa, poi ti sei ritrovata a spendere 5 euro per un analogo pezzo di pizza, credendo tutto sommato di star spendendone ancora 5000 e non quasi il doppio. E' un trucchetto nel quale sono caduti quasi tutti, tranne mia madre, forse per via dello split-brain, chissà (vedi Soy como dos, La tua mano sinistra).
Per gli smemorati vorrei ricordare che un euro equivale a 1936,27 lire e 1000 lire corrispondono a 52 centesimi di euro.

Cara Valentina P., abbiamo già parlato di serendipità, la scoperta di qualcosa nel processo di ricerca di qualcos'altro (vedi Psichedelica), e del social network in questione (vedi L'invisibile onniscienza di Facebook). Puntavi alle public relations e hai scoperto qualcosa che non ti aspettavi sul tuo amichetto. Mi chiedi cosa fare. Valuta la distanza che vuoi tenere e quella che hai in questo momento. Abbine una corretta percezione, in modo da evitare di credere di star pagando due lire trovandoti poi con un conto ben più salato. Parafrasando il titolo di Hall, sii cosciente della fregatura nascosta.

Nella foto: L'idolo eterno di Auguste Rodin; tratto da: kdbs-tv.kr

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